venerdì 14 febbraio 2014

WE LOVE TOSSE GRASSA Yeah Yeah Yeah

E' il 14 febbraio, San Valentino, quale giorno migliore per l'uscita di

"WE LOVE TOSSE GRASSA
Yeah Yeah Yeah
"

il primo album tributo a La Tosse Grassa?

Sono stati invitati a partecipare cani e porci, pure Renato Zero e Piero Pelù, ma pochi hanno avuto le palle di esporre la propria devozione al Culto della Tosse Grassa e fottersi in questo modo la carriera.
Eccoli qua, i privilegiati, questa la tracklist:

1. Bruno Marcio - "Sono Io La Fame Nel Mondo"
2. Jacopone E Le Storie Tosi * - "Padre Mostro"
3. I Bend - "Robuste Dosi Di Cazzo"
4. Dj A.D.H.D. - "Psicofarmaco"
5. Dolcetti - "Gay Porn"
6. Aspect Ratio - "Santo Subito"
7. A Nice Person feat. Reverend Teardrop ** - "Burzum Due"
8. My Sweet Kalashnikov - "Marchigian Routine 2"
9. Garage Olimpo! feat. Giacomo Lilliù - "Ipnofarmaco" ["Psicofarmaco"]
10. Sguastas - "Gay Porn"
11. (S)Boris Ridolfi - "Church Ill Versettion" ["Robuste Dosi Di Cazzo"]
12. Dj Gi@nluk - "Sei Qui Solo Per Le Telecamere"
13. Paolo Pavlov - "Giallo Burzum" ["Burzum Due"]
14. The Streitz - "Sfumo Boskone" ["Carbone"]
15. Uochi Toki - "Interregional Routine" ["Marchigian Routine 2"]
16. Manuel - "Pezzi Di Fiche"


* attenzione: questa band contiene i tanzkommander Jacopone da Tosi e Bucio de Gulag.
** quest'altra invece il Reverendo Pippo Teardrop, della Parrocchia di Forlì.
Musica Per Bambini hanno scritto le battute che poi ho fatto recitare a un transone elettronico.
E questa la copertina (l'artwork è di Hernán Chavar):


In manco un negozio di dischi.

mercoledì 12 febbraio 2014

Terminal: i Postumi.

E poi c'è stata quella data all'ARCI - Terminal di Macerata. Che fai, fai un album nuovo (in questo caso "TG3") e non passi a salutare questo posto, che è storicamente un punto di riferimento della cultura resistente, dell'avanguardia radicale e soprattutto dell'alcolismo della provincia? Della provincia e non solo, data l'alta percentuale di studenti universitari che infestano il locale e arrivano da ovunque, forse in cuor loro non sinceramente interessati a intraprendere una carriera da avvocato ma sicuramente interessati a sfondarsi di canne, vino, birra e liquori di ogni sorta. Io è un po' che non studio, senz'altro mai da avvocato (lungi da me) ma al resto son sempre stato piuttosto interessato. Sarà per questo che la mia memoria in questo caso è un po' offuscata mentre per l'ultimo report che ho scritto ricordavo molti dettagli... Ma l'appetito vien mangiando, quindi cominciamo! Stavo facendomi una seghetta su XNXX quand'ecco che il temibile Cecchetti mi appare in chat e mi propone sabato 9 novembre come data per un live de La Tosse Grassa nel suo circoletto. Rinfodero l'arnese, dò tosto l'ok e ancora mi tiravano i pantaloni quando consulto il Radical Macabre Tanzkommando per verificare chi mai sarebbe intenzionato a seguirmi per questa tappa facile facile. Danno subito la loro adesione Il Vescovo Teodoro e Tarkanov, ché a loro non piace facile facile: piace facile facile facile, dato che i due praticamente hanno un giaciglio sicuro a 200 metri da lì. E io? E io piglio la corriera.


Appena metto piede sul territorio di Macerata sento una voce che mi chiama, chi è? E' Sandro degli Orrori, che baldanzon baldanzando mi raggiunge e mi dà la sua benedizione (capitò la stessa cosa quando partimmo per il Murì Ammazzati Tour, però quella volta c'era pure la Critica Radicale...) e poi mi lascia in tutta fretta, ché lo reclamano per una cena in una certa cantinetta che boh, non ho capito un cazzo ma ccciao, ci vediamo dopo! Mi trascino dalla fermata del bus al locale, ancora praticamente vuoto e mi appropinquo al palchetto per fare un attimo il soundcheck. 5 minuti e si risolve tutto. Già per aggiustare le luci (un unico faretto da capire dove piazzare) ce ne vogliono di più. Cecchetti poi mi dice che per cena avremmo (chi, pure io??) appuntamento in una palestra di arti marziali... Eh?? E il locale? Lo chiudi?? Questi miei interrogativi vengono subito stroncati dal fatto che arriva subito altra gente e il boss è costretto a rimanere lì. Tra questa gente un'allegra famigliola, Il Vescovo Teodoro, Tarkanov... E la Critica Radicale!! L'implicita profezia di Sandro degli Orrori si è avverata! E vi dirò di più! Sono le 20 e il tipo già casca per terra da quant'è sbronzo! Beh, che fare se non berci su? Cominciamo a darci giù col vino e poi pian pianino ci appostiamo su un tavolino come a suggerire velatamente che dovremmo nutrirci. E poco dopo ci portano una cofana di pasta niente male, con noi mangiano anche Cecchetti e la schiava del giorno. La Critica Radicale comincia subito col suo dovere: cercare in tutti i modi di far incazzare il padrone e farsi consequenzialmente picchiare. Ci va molto vicino ma il boss non raccoglie, gli dichiara il suo amore incondizionato e peace & love. Poi ci caccia dal tavolo perché ne abbisognerebbe gente che paga. Sticazzi, ne prendiamo subito un altro. Vogliamo il dolce.


Intanto che facciano finta di dimenticarsi di portarcelo ("ops!") c'è chi va a giocare a biliardino con gli allegri pargoletti dell'allegra famigliola. Biliardino che è posto sul cortile esterno del locale per cui io, intento a bere vino e presidiare il tavolo, non vedo nulla. A un certo punto Cecchetti entra dicendo cose "basta, stavolta lo denuncio!". Il mio primo pensiero: la Critica Radicale ha spaccato la testa ai bambini con una mazza da baseball. Invece no: la Critica Radicale l'ha chiamato Geppetto. Quell'uomo cattivo. Toh, il tiramisù! La Critica Radicale è ormai troppo ubriaco per rendersene conto, così me magno pure il suo. Tra il caffè e l'ammazzacaffè arriva il Reverendo Red Ronny. Un minuto di pomicio, per ovvi motivi le mostro il banchetto del merchandising ed ecco che si rimanifesta il boss: andiamo a questo fantomatico appuntamento. Da quello che ho capito ci sono gli ultrà della Maceratese (non tutti, solo quelli più pericolosi) che hanno buttato su una palestra autogestita dove si insegnano i valori della lealtà, dell'amicizia e del muay thai. Grazie al Porcoddìo del Degrado costoro sono anche Adepti del Culto della Tosse Grassa, e siccome stasera facevano una cena in una cantinetta (vuoi vedere...) che è anche il loro ritrovo, hanno gentilmente preteso che li si andasse a trovare prima del concerto. E così sia! Il Sommo viene accolto da un solenne coro di rutti e va subito a scroccarsi una birra. Ovviamente saluto la leggenda, Sandro degli Orrori! Saluti, baci, pacche sulle spalle, occhiate minacciose e ce semo capiti e poi corriamo di nuovo al Terminal, che nel frattempo ha preso a gremirsi di Cultisti da ogni dove (tra i tanti presenti spiccano il Reverendo Tequila e il Reverendo Lele Ggì e la sua Parrocchia di Passatempo). Giusto un altro liquorino e siamo pronti per andare in scena!


Andiamo e ci rendiamo subito conto che stasera la bolgia sarà delle più infernali mai provate. D'altronde siamo nella Capitale... La Critica Radicale è trasmutato in un malevolo berzerker che non si limita a pogare furiosamente, no. Cerca, sempre nel nome del suo sacro autolesionismo, di ledere il prossimo in ogni modo. Gomitate, testate, ginocchiate... Va tutto bene finché non lo vedo scagliarsi sui tanzkommander agguantandoli per i loro paramenti sacri che il soggetto sembrava avere tutta l'intenzione di danneggiare. Il risultato: io gli dò due microfonate in testa e un calcio sulle costole che però il fortunello riesce a schivare grazie a una provvidenziale pogata. Tuttavia il sangue prende a sgorgare, dopo che un suo amico gli dà un cazzotto sul naso. Questo tipo in realtà gli ha salvato la vita: se non gli avessero menato gli amici lo avrebbero presto ammazzato quelli del muay thai, che è anche sobrio servizio d'ordine informale del circolo. E quindi il concerto si conclude senza bis, ché la situazione ormai era già degenerata abbastanza, con noi cosparsi di sangue, sudore e naturalmente vì. Di peggio potrebbe esserci solo Manuel. Che infatti c'è. Va sul palco e comincia a snocciolare il suo impietoso repertorio. Il Reverendo Red Ronny, per ovvi motivi costretta al banchetto del merchandising, cade in depressione. Cecchetti pure. Anni e anni ad educare il pubblico a una musica piuttosto ricercata quando non addirittura colta andati a farsi fottere così, tra un biscotto, un gelatino e un ballo doo cavallo. Pubblico in delirio, invasioni di palco collettive e l'Assessore alla Cultura di Macerata che dopo averci provato col Reverendo si sbilancia sventolando sinistri bandieroni (vedi foto sopra). In finale assisto alla trattativa più bella della storia del rock (cioè, rock, si fa per dire). Cecchetti va da Manuel: "Fanne un'altra e poi basta." e lui rilancia: "Altre cinque?". Poi il boss si allontana per un qualche impegno, forse lo cercava Mastro Ciliegia. Ne farà più o meno ventotto.





giovedì 6 febbraio 2014

Monte Urano: i Postumi.

Ehi, ma dove sono stato tutto questo tempo? Mah, potrei dirvi che il Capo Danno Tour de La Tosse Grassa è stato durissimo e ci ho messo tanto a riprendermi, ma non è vero. Potrei dirvi che mi sono incastrato in un videogame che mi portava via un sacco di tempo, posso smettere quando voglio, ed è quasi vero. Fondamentalmente me sò grattato, ho risparmiato energie pur tenendo sempre in allenamento il fegato. Fatto sta che ne ho un sacco in sospeso da raccontarvi. Ma di sicuro non avevo messo in conto di dovervi raccontare pure questa, che davo per certa essere finita nell'oblio, come purtroppo talvolta capita. E invece ecco che a sorpresa mi spuntano fuori ste foto stile disco, con tanto di effettacci cheap (vedi foto sotto) e quindi mi tocca narrarvi pure com'è andata a Monte Urano FM! Allora, tutto cominciò quando mi chiama Diego Dio, uno dei nostri agenti segreti. Il suo ruolo è fare programmazioni socialmente accettabili in posti socialmente apprezzati. Poi al primo forfait infilarci a tradimento come tappabuchi e rovinare così la reputazione sia sua che del locale. La nostra no, ché siamo già nell'abisso. Questa volta la vittima designata è il Caffè La Piazza, che si trova a Monte Urano, un pianeta orbitante intorno a Fermo. Ok, facciamolo! Avremo di supporto pure i Paperoga, che già malcapitarono prima di un nostro show al Glue-Lab in/ad Ancona. Meglio, almeno già sanno a cosa vanno incontro! La data prescelta è sabato 2 novembre, day of the dead, e quelli che avevano dato sòla erano i Drama Emperor. Così, tanto per sputtanarli un po'. Va bene, allora... Vediamo quali elementi comporranno il Radical Macabre Tanzkommando! La scelta del Vescovo Teodoro è pressoché forzata, dato che operiamo nella sua Diocesi, e poi? E poi eccolo là che accorre il Reverendo Lele Ggì, non sia mai che la Parrocchia di Passatempo non venga rappresentata! E allora via, no? Si parte!


Ma con quale entusiasmo, wooooh! Se non ricordo male per caricarci ascoltavamo The Sound in macchina, non dico altro. La prima difficoltà sta nel trovare Monte Urano. Dove ci converrà uscire? Porto Sant'Elpidio? Porto San Giorgio? Mah. Tiriamo a indovinare ed arriviamo a destinazione abbastanza facilmente, tanto si sa: tutte le strade portano a Monte Urano. Ora dobbiamo trovare il locale. Si chiama Caffè La Piazza, dove vuoi che stia, in piazza, no? Nooo, col cazzo! Vabbè, comunque sia grazie ai nostri poteri (bucio de culo) riusciamo a trovarlo con estrema semplicità. C'è uno con una maglia fucsia seduto lì davanti e il bianco degli interni ci abbaglia già da fuori. Sarà questo? Eh, sì, pare di sì. Parcheggiamo e l'uomo dalla maglia fucsia: "Lasciatemi indovinare, voi siete il gruppo!" Cacchio, si vede così tanto? Siamo in fragoroso anticipo, considerato che devo montare solo un lettore mp3. La band con batteria, amplificatori, d.i. e cazzi vari invece se la piglia comoda. Figuratevi il fonico! Già sappiamo che Diego Dio ci darà sòla in quanto a puttane in Polonia, quindi ad accudirci arriverà Marat, che arriverà poco dopo col suo furgone che da lontano si sente sferragliare death metal polacco per sentirsi in sintonia col suo compare. Nel frattempo socializziamo, scoprendo così che il tipo del locale (quello con la maglia fucsia) non ha la più pallida idea di cosa sia La Tosse Grassa, gli hanno solo assicurato che porta gente. Ok. Dammi da bere ora. Mentre sorseggio il mio qualcosa osservo dei quadri appesi, e proprio quando stavo per prorompere in un "ma che è sta mmerda?!" un tipo si avvicina e mi fa: "Li ho fatti io, ti piacciono?"


Ed ecco che arrivano Il Vescovo Teodoro, il fido Tarkanov, questa sera in veste di paggetto/bancarellaro, e un bottigliò de vì a salvarmi dalla difficile situazione. Ci salutiamo attaccandoci tutti al bottiglione e dopo un po' ecco che arriva Marat col suo suddetto sferragliare. Verificato che per un po' non avremo un cazzo da fare dato che montano e checkano i Paperoga andiamo a farci un giro, esplorando la ridente cittadina di Monte Urano confidando di farci un po' di movida da aperitivo del giorno dei morti! Passeggiare fino in centro dalla nostra posizione prevede una quantità di scalini prossima all'infarto, o in alternativa dei tornanti rischio morte al 74%. Riusciamo ad arrivare vivi su in alto, sulla piazza vera, ecco, guarda, là c'è un bar! I gestori si ritirano dentro impauriti e ci guardano con un'espressione tipo "fa' che non entrino qui, fa' che non entrino qui". Va bè, proviamo in centro storico. Beh. Oltre l'arco una bella cippa di cazzo. C'è solo una biblioteca. Chiusa. Il Vescovo Teodoro e Tarkanov ricordano di aver visto arrivando un certo Bar Garden. Beh, starà vicino a un giardino, no? Nooo, col cazzo, siamo a Monturà, remember? Chiediamo a uno che andava ad aprire un altro bar (ma di nascosto da noi) e ci dà indicazioni. Davanti a noi un'allegra famigliola alla quale indirizziamo qualche atrocità e che, ops, entrano anche loro nello stesso bar. Prendiamo aperitivi comuni vari, cosa che costringe il barista ad estrarre dalla cassapanca i pistacchi del '700 che conservava per occasioni come questa. Notiamo in giro numerosi gadget di birre a gradazione minima 12°. Passancazzo a Monturano Town! Torniamo al locale, che è ora di cena. 2 pizze vengono poste su un tavolino e vengono sbranate in pochi secondi dai vari musici: noi e i Paperoga, che stasera ci teniamo leggeri, a quanto pare. Tra il momento in cui chiedo il caffè e quello in cui me lo fanno faccio il sound-check. Tutto a posto. E mmò?


Finite le drink card in un battibaleno decidiamo di andare a far girar l'economia e ci facciamo un altro drink in un bar poco più su dove prima avevamo visto aggirarsi qualche essere umano. E' una pasticceria, in realtà, ma un gin tonic me lo faccio. Ed è lì che ci raggiunge Manuel e la sua crew: il tour manager sosia di Gatto Panceri, il produttore e l'amico immaginario del produttore (litigheranno tutta la sera). Un po' di reciproci sguardi inquieti e scendiamo di nuovo al locale, che mmò è ora. Uno dei presenti osserva la bancarella, indica la t-shirt di "TG1" e mi fa: "Ma quello l'ho già visto, è uno famoso, ce l'ha pure quelli dell'Ancona". Sì, è ora di andarci a cambiare. Ora, intanto che suonano i Paperoga. Quando è il nostro momento di gente se n'è radunata un bel po', anche dai vari paeselli della zona. Tutti dall'aspetto molto civile, che però si godono divertiti il nostro spettacolo incivile. C'è pure la macchina del fumo che ogni tanto mi solletica le chiappe. Va tutto liscio. Al bar li vedo storcere il naso giusto quando cospargiamo il locale di sborra ("e poi lo pulisco io!"). Terminato il nostro show è il turno di Manuel: stavolta il suo intervento era annunciato già sul poster e c'era qualcuno venuto apposta per lui. Anzi, c'erano certi che conoscevano alcuni brani miei, tipo "Pezzi Di Fiche" o "Burzum Due" solo perché li avevano sentiti cantare da lui! Parzialmente incredulo assisto al suo show bevendo birra che ho mercanteggiato vendendo cd: pare che la valuta locale sia Birra Moretti. Manuel termina l'ultimo pezzo e la folla si accalca subito verso le uscite. "Faccio un bis!", e rientrano di corsa! Pazzesco. Poi quando finisce davvero stavolta smammano all'istante. E' il momento del dj minimal house accorso per l'occasione. Però lo staff del locale sta già passando lo straccio. Anche questa è fatta, ci salutiamo e prima di andare aspettiamo che il Reverendo Lele Ggì (il mio autista) si riprenda. Raramente lo si vede molto ubriaco, fa così solo quando s'innamora della barista. Ma poi gli passa.




venerdì 31 gennaio 2014

Recensione di "TG3", da KATHODIK

Non ci ha dato nemmeno il tempo di distrarsi qualche mese che siamo di nuovo qui col terzo album dei cari pazzi amici (sì ok, è solo Vanni Fabbri) de La Tosse Grassa. Fortunatamente, lo ritroviamo più o meno nella stessa melma incazzosa in cui li avevamo lasciato.
Inizia una mattinata vomitando qualcosa di "verde pazuzu" e volteggiando qui e lì, lasciandosi poi in un delirante blast beat strillando "la vita è beeellaaaaaaa, sette spose per sette fratelliiiiiiiiii" in un semi-growl ignobile. Confesso che mi è proprio mancato nel suo dolcissimo odio viscerale verso tutto e tutti, in primis, ovviamente, la SIAE.
Mancano un po' le tematiche omosexual stavolta, a favore di racconti tragici come quelli che troviamo in Santo subito, dove la voglia di spararsi un pippone in terrazzo va a sostituire quella di suicidarsi e volersi ritrovare magnificato dopo la morte; tutto su una base italo-wave goduriosissima.
C'è anche spazio per della sana marchigianità, che qui su Kathodik ovviamente comprendiamo bene (o compatiamo? non mi ricordo) che si conferma benvenuta, specialmente dopo che ci hanno strarotto i coglioni per anni con la Romagna, Milano e Roma.
Insomma, se avete goduto con TG1 e successivo, direi che non c'è motivo per non far godere altrettanto il vostro glande con questo nuovo capolavoro imbevuto di bestemmie, melodie rubate e talento davvero malcelato. Per quanto mi riguarda, ero già straconvinto quando ho sentito la colonna sonora di 'Nekromantik' in Ghigliottina e lanciafiamme. Chapeau, Vanni, chapeau.




Damiano Gerli, KATHODIK
www.kathodik.it

giovedì 16 gennaio 2014

Recensione di "TG3", da ROCKIT

Bestemmia, ruba (senza virgolette) pezzi di canzoni agli altri, è politicamente scorretto, se ne fotte della sacralità della famiglia e delle istituzioni. Chi è? Certo che è lui: Vanni Fabbri, aka La Tosse Grassa. È una fortuna incrociare (magari non al buio e nemmeno in una strada senza uscita) un deviante maledetto al di fuori di ogni schema: uno così non capita a tiro tutti i giorni, meglio tenerselo stretto, che magari la prossima volta te la devi vedere con il fighetto di turno, nerd, stracciamaroni e vestito color pastello, sai che divertimento.

Non per nulla, “Tg3” è la conferma del talento dell’agitatore marchigiano, della sua capacità di gettare benzina sul potenziale esplosivo del perbenismo italiota, di non avere peli sulla lingua riguardo argomenti come l’omosessualità, il consumismo o l’immigrazione. La Tosse Grassa è violenza verbale, sarcasmo elevato alla massima potenza, crudezza allo stato puro (“Hanno le manine” narra di un bidello pedofilo, e mette i brividi…), insieme di citazioni che vanno dai CCCP a Dario Fo passando per Gianni Meccia. La solita tecnica, quella della contraffattura (creare nuovi testi su melodie già esistenti) muove i fili dell’album, ma qui si va in profondità, con taglia e incolla come sempre complicati (provateci voi a mettere insieme Vangelis, i Guns N’Roses, Pupo e – chi??? – John Boy Walton), sintomo di una conoscenza pressoché sterminata dell’universo pop, che in “Tg3” spazia dai Franz Ferdinand alla letteratura dance-tamarra di ogni decade (c’è anche “Let’s all chant”, per dire). Last but not least, il terzo album di Vanni Fabbri ha il merito di lasciare campo libero alla marchigianità. Peraltro giustamente: mai capito perché l’immaginario della musica tricolore debba contenere soltanto vie Emilie, milanesi che ammazzano il sabato, cazzi e murazzi di ogni dove. E i pistacoppi di Macerata? Non hanno anche loro diritto di cittadinanza? E la gioventù inquieta di Falerone? Ne vogliamo parlare? A proposito, chi non conosce la barzelletta di quello che da Falerone vuole andare a Pechino in treno non è degno di considerarsi membro dell’umanità. E nemmeno di ascoltare La Tosse Grassa, ovvio.




Giuseppe Catani, ROCKIT
www.rockit.it

venerdì 20 dicembre 2013

Intervista ed articolo per ORLANDOO.

https://www.youtube.com/watch?v=6catkEqOxnY















Questa non è stata un’intervista. E’ stato un elenco di pensieri sciolti e così sarà l’articolo che l’accompagna, un elenco di motivi per cui La Tosse Grassa è un progetto che vale un’intervista:

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- “La Tosse Grassa” è un ubriacone e come tale sicuramente sa apprezzare le cose belle della vita
- “La Tosse Grassa” è un patchwork musicale di alcune delle canzoni più belle e più brutte degli ultimi 20-30 anni
- “La Tosse Grassa” è disgustoso
- “La Tosse Grassa” è uno di quei pochi gruppi a cui ancora si possono dare appellativi come duepunti RAZZISTA,MASCHILISTA,DI KATTIVO GUSTO, NON E’ MUZICA!
- “La Tosse Grassa” ha due ballerini performer unti, pelosi e sudici
- “La Tosse Grassa” ha fondato un ordine religioso
- “La Tosse Grassa” ha la forza di un marchio
- “La Tosse Grassa” è stata presa per il culo dalla rivista musicale Rumore
- “La Tosse Grassa” fa incazzare Nerds Attack
- “La Tosse Grassa” non potrebbe mai suonare ad una festa del Partito Democratico
- “La Tosse Grassa” potrebbe suonare alla Sagra del carciofo di Sezze Romano
- “La Tosse Grassa” gli piace la fica
- “La Tosse Grassa” non vede una fica
- “La Tosse Grassa” dice tante bestemmie
- “La Tosse Grassa” è uno dei concerti più belli che si possano vedere ora in Italia
- “La Tosse Grassa” ha scritto una canzone che si chiama Burzum
- “La Tosse Grassa” è una minaccia
- “La Tosse Grassa” è una bella truffa
- “La Tosse Grassa” vai a ballare sul palco
- “La Tosse Grassa” puoi scrivere un elenco e non un articolo
- “La Tosse Grassa” MO SO CAZZI VOSTRI C’E’ LA TOSSE GRASSA!
NonArticolo, fotografie e intervista di Gianmarco Lodi



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Natale Scorretto, OORLANDOO
http://oorlandoo.it/

Intervista per CAGNARA.












Giovedì 19 Dicembre 2013, la nostra piccola rivista auto-prodotta, ha incontrato uno ''strano'' progetto musicale, denominato La Tossa Grassa......

Quando si forma La Tosse Grassa?

 
Quand'è freddo. Il progetto prende forma in me nel gennaio 2011, quando avverto la necessità di trovare una valvola di sfogo tramite la quale sfiatare con regolarità tutto il mio malessere. Decisi quindi di diventare un Dio, La Tosse Grassa.
Avendo bisogno di alabardieri per aiutarmi nella mia missione ho coinvolto degli amici, le prime vittime del mio culto, nel radical macabre tanzkommando, il corpo di ballo che mi segue nelle esibizioni live. Da allora si esiste, e non ho intenzione di smettere.

Avete delle incisioni all'attivo?

 
Dal 2011 pubblico annualmente un album ogni 13 agosto in occasione del "finlandei". finora hanno visto la luce "tg1", "tg2" e "tg3", uscito quest'anno, tutti rigorosamente autoprodotti. Oltre ai brani contenuti in questi album, 12 a disco, esiste anche un brano intitolato "dramatic carota" che è uscito come contenuto esclusivo per una compilation di roarmagazine.it. naturalmente sono già aperti i lavori per "tg4".

Che significa Radical Macabre?

 
Sappiamo bene che per raggiungere il nostro obiettivo di "peace & love" dovremo necessariamente passare attraverso una rivoluzione, non possono esistere vie di mezzo. Questa consapevolezza è contenuta nel termine "radical" mentre "macabre" ci riporta ad un'altra consapevolezza. Quella per cui la rivoluzione sociale non si compirà con una grande festa in cui si balli folk irlandese con accento emiliano. Occorreranno spargimenti di sangue, merda, putrefazione. Grandi ustioni, mosche, cattivo odore... non sarà un belvedere, siamo qui per aiutare i mortali a fare i conti con questa realtà e "radical macabre" rappresenta quest'atteggiamento disincantato.

Che ne pensate dei ''Forconi''?

 
Nonostante la consapevolezza di cui sopra, per cui per raggiungere il nirvana bisogna passare attraverso la barbarie non siamo comunque disposti ad accettare alcuna forma di fascismo. Ma d'altronde gli italiani sono sempre stati topi, che nell'ultimo ventennio sono stati completamente accecati e cosa ci si poteva mai aspettare da dei topi ciechi? Il mantra "dio, patria, famiglia" proprio non mi riguarda, soprattutto quando il dio in questione non sono io.

Vi piace il cinema Italiano?

 
Il cinema italiano ha un passato glorioso, dalle opere d'arte di Petri e Pasolini agli esempi più popolari di Corbucci e Monicelli, passando per gli idioti dell'orrore. ma tutto ciò si è estinto negli anni '80. Riguardo con piacere le vecchie pellicole ma il nuovo è totalmente deprimente, asservito alla borghesia più devoluta. L'unico piacere è aggiungere l'espressione "sacco di merda!" ai titoli. Ad esempio: "ricordati di me, sacco di merda!" di Muccino o "non ti muovere, sacco di merda!" di Castellitto.

La Tosse Grassa ha un lavoro?

 
Il lavoro dell'incarnazione de La Tosse Grassa è essere La Tosse Grassa. Egli alterna la propria attività di rockstar e semideo con quella di dj sia per le feste più improbabili che vi possano venire in mente sia per il matrimonio di tua sorella (ce l'ha il mio numero?). E quest'ultima è di gran lunga la mia attività più numerativa. Talvolta mi trovo anche a fare da promoter o direttore artistico per qualche situazione locale ma ultimamente questo versante si è pressoché estinto. Mi accontento di queste briciole qua. L'idea di noleggiare ore preziose della mia vita a qualche padrone perché si arricchisca sulle mie spalle la vedo davvero troppo distante dal mio modo di esistere. Per fortuna consumo poco.

Che ne pensate della diffusione da parte delle aziende dei buoni pasto?

 
E' naturale. Se gli schiavi non vengono nutriti come si deve poi le piramidi con che forza le si tira su?

Un luogo che vi rappresenta?

 
In base al dogma per cui riusciamo davvero a star bene dove si produce vino, dove prospera il cinghiale e laddove vige il degrado abbiamo individuato come nostro habitat naturale e mistico la zona delle necropoli picene del Fermano, nelle Marche. Sebbene abbia periodicamente bisogno del caos degli ambienti urbani so che per il nostro spirito marcio non c'è niente di più rigenerante di una bella giornata passata a mangiare, bere e grufolare in una necropoli picena.

Cosa farete da grandi?

 
Non è che ci rimanga un granché da fare. Credo marcire.


Grazie alla ''Tosse Grassa'', per l'interesse mostrato nei nostri confronti.....

Il Viaggio Continua................





Mauro Francioni, CAGNARA
www.facebook.com/Cagnara