Volevo dedicare questa vittoria a Faust, che per problemi di salute non ha potuto assistere allo spettacolo ma siamo certi avrebbe apprezzato. No, ok, la giuria l'ha pensata diversamente, ma c'è un'unica spiegazione: BROGLIIII!!!! D'altronde che LA TOSSE GRASSA fosse il migliore era evidente già nel momento dell'iscrizione al concorso. Ma andiamo per ordine. E' gratis, dunque mi iscrivo. La regola è questa, d'altronde data la roba che faccio è normale che le giurie si caghino sotto e premino altri nonostante la mia manifesta superiorità, per cui anche una quota d'iscrizione di 5 euro significherebbe buttare via soldi. Ma Italia Wave è gratis, facciamolo. Ovviamente passiamo la prima selezione Marche, e quindi andiamo in semifinale, che si tiene venerdì 3 febbraio al Mamamia, grossa discoteca afro di Senigallia. Il Radical Macabre Tanzkommando è rappresentato da Tosi e "Masoschiavo". Proponiamo "Sono Io La Fame Nel Mondo", durante la quale per un'assurda regola la giuria si copre le orecchie, "Lo Vuoi Nel Culo" e "Sei Qui Solo Per Le Telecamere", le due canzoni date in pasto al concorso. E il bestemmione? Il bestemmione me lo gioco in finale. Ovviamente è un trionfo, ovviamente il pubblico reagisce con entusiasmo, ovviamente passiamo in finale, eliminando senza sforzo Home By Three, Need Her Liver, Nefesh e L'Armata Brancaleone.
Bene, la finale invece si tiene venerdì 6 aprile, sempre lì al Mamamia. Orpo! E' Venerdì Santo! La tentazione è troppo forte, non possiamo resistere... Dobbiamo assolutamente prepararci qualcosa di blasfemo data la situazione. Ci penserà "Masoschiavo", che nel pomeriggio realizzerà una cosuccia ad hoc. Naturalmente ci sarà anche Tosi, il corpo di ballo deve essere lo stesso. Portando in dote una dama da 5 litri di un vino orrendo facciamo un picnic là fuori fraternizzando coi Natural Dub Cluster nonostante i loro evidenti handicap (sono vegetariani, poverini). Quand'è il nostro momento saliamo sul palco. Il Sommo appare avvolto in un sudario, accompagnato dai suoi fidi gendarmi, che lo piazzano al centro del palco mentre si prostrano in adorazione accendendo incensi. Sullo sfondo una versione di "Tico-Tico No Fubá" che in realtà è un brano live dei Laibach, ma che ve lo dico a fare. Al termine mi libero dal sudario svelando la mia immagine impressa su di esso. Sì, è la Sacra Sindone, l'originale, la Mia. Mentre i tanzkommander la stirano (con tanto di asse e ferro da stiro di Barbie) e poi la stendono con delle mollette io presento "Burzum Due", e ritiro il premio.
Sì, perché in realtà il massimo a cui potevamo ambire era questo:
gridare "Martellata, Porco Dio!" da un palco grosso come quello del
Mamamia, cosa che difficilmente ci ricapiterà e che non ci capitava da
quando aprimmo per Fiorella Mannoia. Ovviamente il pubblico apprezza
visibilmente. Riproponiamo poi i brani in concorso, gli stessi della
semifinale, e scendiamo dal palco con la consapevolezza di essere i
migliori. No, non ci occorreva ascoltare gli altri per rendercene conto.
Ovviamente. Tuttavia so bene che è tutta una farsa, e ignorando alcuni
indizi evidenti proprio perché troppo evidenti, al banco scommesse punto
i miei 50 euro sull'Anonima Straccioni invece che sui Martin Kleid, che
sono quelli che arriveranno primi. Mi pareva troppo facile, e infatti
lo era. Gli Anonima Straccioni comunque sono secondi, c'ero andato
vicino. A noi niente, naturalmente, so di essere il migliore ma so anche
che a giudicarmi non ci sono io. Pertanto... BROGLIIII!!!! La nostra
coppa usurpata, il podio vilmente sottrattoci. Ma noi sappiamo come
reagire con maturità.
Andando a bere. E sparlando a più non posso della giuria e degli altri gruppi in concorso. No, scherzo, non è vero. Lo facevamo già da prima. Sono uscite fuori delle battute talmente orripilanti che non oso nemmeno scriverle qui nel mio blog: perché ve le dica bisogna che m'incontriate ubriaco da qualche parte. Comunque è tutto un zozzo, una mafietta, un quacquaracquà, un urgusurugguluth, solo una drink card a testa per degli ubriaconi come noi è sabotaggio, il popolo sovrano sta col Culto della Tosse Grassa, ihihih, ahahah, una risata vi seppellirà, brutti brutti brutti, neri neri neri, non sono scarafaggi, sono carabinieri, si sapeva da due settimane che vinceva Pupo, al piadinaro c'avevano solo le cotolette e io non posso magnà il fritto, BROGLIIII!!!!, i superalcolici erano sottomarche, non ci è stato modo di farsi fare un Negroni, l'acqua 3 euro e nessuna ce l'ha data.
E l'afro è una merda.
giovedì 12 aprile 2012
mercoledì 11 aprile 2012
L'ospitata di Pasquetta coi Lettera 22
Il giorno di Pasqua secondo le scritture diluviò, per cui si è dovuto rimandare a Pasquetta, lunedì 9 aprile. Parlo della scellerata idea che hanno avuto i marchigiani Lettera 22: riarrangiare "Sperma D'Artista" in versione mammoletta rock con me ospite alla voce per inserire questo "featuring" nella scaletta del loro concerto in Piazza G. Leopardi di Recanati, sotto l'egida del Café De La Paix. Sono reduce da un vorace pranzo di Pasquetta a Serrapetrona, per cui arrivo sul posto iper gonfio. Un tè per coadiuvare la mia digestione, poi il concerto parte, e quando capisco che sarà la mia ora vado a indossare la mia divisa nell'androne del palazzo lì a fianco. Spaventando un signore con cagnolino che lì risiede: "Cos'è? Un Gallo?". Da fuori sento le prime note del pezzo e il bassista Pilì che mi annuncia come solo lui sa fare: "Blablablablablablablablablabla..." Apro il portone e sfondo la barriera umana del pubblico e vado verso la band al grido di "AGNELLIII!!!".
Raggiungo il microfono e intanto l'oratore "...blablablablabla...". Un "Taci!" secco e parto con la mia performance. Il pubblico credo abbia capito. Devo essere stato chiaro. Terminato il mio dovere, a 6° C e col mio ignudo petto, certo che la band si sia pentita di essersi posta a confronto con un tale colosso della musica pop (idea loro, ribadisco), vado a farmi un bicchiere di vino dalla concorrenza, sempre al grido di "AGNELLIII!!!", giusto per portare un po' di shock anche là, che ne hanno bisogno.
Arrivano gli inevitabili "dovresti continuare con una backing band"... COL CAZZO! Non ci torno, da voi umani. Queste collaborazioni, benché benvenute, dovranno e potranno rimanere soltanto *sporadiche*. Per questo, questo e quest'altro motivo.
Seguirà un litro di vino di ciliege gentilmente offertomi dalla chitarrista Arianna per tenermi buono.
Un umano nel pubblico ha girato un video dell'accaduto, non credo sia visibile a tutti tutti (saprete com'è elitista Facebook...), però il link è questo.
Raggiungo il microfono e intanto l'oratore "...blablablablabla...". Un "Taci!" secco e parto con la mia performance. Il pubblico credo abbia capito. Devo essere stato chiaro. Terminato il mio dovere, a 6° C e col mio ignudo petto, certo che la band si sia pentita di essersi posta a confronto con un tale colosso della musica pop (idea loro, ribadisco), vado a farmi un bicchiere di vino dalla concorrenza, sempre al grido di "AGNELLIII!!!", giusto per portare un po' di shock anche là, che ne hanno bisogno.
Arrivano gli inevitabili "dovresti continuare con una backing band"... COL CAZZO! Non ci torno, da voi umani. Queste collaborazioni, benché benvenute, dovranno e potranno rimanere soltanto *sporadiche*. Per questo, questo e quest'altro motivo.
Seguirà un litro di vino di ciliege gentilmente offertomi dalla chitarrista Arianna per tenermi buono.
Un umano nel pubblico ha girato un video dell'accaduto, non credo sia visibile a tutti tutti (saprete com'è elitista Facebook...), però il link è questo.
Ancona: i Postumi.
Un bel giorno ricevo una telefonata misteriosa. E' esplosa una bomba nel culo dei Perno. Li devi sostituire tu. Dovevano suonare al Bar del Porto in/ad Ancona. Poi la telefonata venne interrotta, e rimasi lì, smarrito nel deserto. Solo un coyote lontano miglia ululava. Contattare il Bar del Porto. Allora si fa? Sì. Bene. Quando? Giovedì. Ma oggi è mercoledì, non è un po' troppo tardi? Rimandiamo. Sì, dai. Rimandiamo. Tra un mese? No, sabato. Ok. Sabato 7 aprile LA TOSSE GRASSA colpisce Ancona. E ora chi glielo dice al Radical Macabre Tanzkommando? I miei cavalli migliori sono esausti per le cavalcate delle ultime settimane. Devo fare qualcosa. Rispolverare Terzì, illustre cuoco ed egregio ballerino. Ci sta. E poi? E poi diamo i sacramenti a Breezer, qui quindi alla sua prima apparizione. Sarà forte. La data è sempre più vicina, anzi, è ora di partire. E si va su. Come si arriva al Bar del Porto adesso? Dobbiamo sparare a un doganiere? Io e Breezer eravamo lì che ci preparavamo a un conflitto a fuoco, quando eccolo lì davanti ai nostri occhi il sentiero: si passa di lì! Sono le 20,00. Arriviamo e non c'è ancora traccia dell'impianto audio. Ok, andiamo da Terzì.
Terzì il mestiere di illustre cuoco lo esercita in un posticino a pochi passi da lì, per cui decisamente a portata di piede. Andiamo a scroccargli l'aperitivo cena. Ci lascerà tronfiamente satolli, più di due ore dopo. Sono le 22,45. Torniamo al Bar del Porto e la tipa del bar è sull'orlo dello sclero. Dove siete stati? A mangiare, ma che sistema è? Dove avete il cervello? Non fa male. Non fa male. L'impianto? Eccolo. Te lo monto in 5 minuti. Là fuori è pieno di gente. Colmo, stracolmo di anconetani nel mondo che ritornano per il Sabato Santo. Che non avevano idea di cosa sarebbe capitato di lì a poco. Sfondo la folla con casse e mixer e piazzo l'impianto lì in mezzo al marciapiede, sotto la veranda. Prova. Prova. Funziona. Sono le 22,52. Cambiarsi d'abito. Ci metto un quarto d'ora per allacciarmi gli anfibi. I miei ballerini ci mettono venti minuti a realizzare che devono mettersi la tunica. Poi lo fanno. Ore 23,15. Parte il concerto. Ed è subito "Burzum".
Schiere di anconetani rimangono a bocca aperta. Non si capacitano del fatto che il Sommo fosse proprio lì davanti a loro a dire quelle cose orribili. La scena del gatto che rimane in mezzo alla strada incantato dai fari, per un'oretta buona. Gente che chiama la mamma a casa cercando di illustrare con la voce rotta dal pianto lo spettacolo che aveva davanti agli occhi. Il pubblico è eterogeneo, oltre al pubblico casuale sconvolto c'è una percentuale di avanzi di galera piuttosto alta. Fortunatamente mentre in "Burzum Due" cito "i negri di Macerata" quelli di Ancona la prendono bene. Noto nel pubblico la controfigura di Trucebaldazzi, cattivo come avrebbe sempre voluto essere. Porcoddio del Degrado, fai che mi abbia apprezzato, sennò quello mi fracassa la testa con un clic. A un certo punto un documentarista si inginocchia d'innanzi a me e riprende l'inedito "Pezzi Di Fiche". Che quindi ora finalmente potete ascoltare anche voi infedeli che non ci siete stati.
Finisce il concerto e Trucebaldazzi mi si avvicina. Pacca. Quella era proprio una pacca. Non un pugno. Amichevole pacca sulla spalla e apprezza, approva, sostiene! Grazie, signore! Vendo un bel po' di cd, alla fine la tipa del bar è contenta, la gente si scambia il mio numero di telefono. Direi che anche in/ad Ancona è stato un successo, devo ammettere che ero un po' timoroso del giudizio degli anconetani, ma quelli che frequentano il Bar del Porto sono tipi 'true'. Poi è anche vero che gli adepti del Culto della Tosse Grassa infiltrati nel pubblico erano molti, tra questi il nostro tanzkommander "Masoschiavo", che si aggirava in zona sebbene fuori servizio e in borghese. Terminato il nostro compito ce ne andiamo. Mi portano in un altro posto dove c'era una serata reggae. Mi diverto come un buttafuori. Solo a che a me non mi pagano.
Terzì il mestiere di illustre cuoco lo esercita in un posticino a pochi passi da lì, per cui decisamente a portata di piede. Andiamo a scroccargli l'aperitivo cena. Ci lascerà tronfiamente satolli, più di due ore dopo. Sono le 22,45. Torniamo al Bar del Porto e la tipa del bar è sull'orlo dello sclero. Dove siete stati? A mangiare, ma che sistema è? Dove avete il cervello? Non fa male. Non fa male. L'impianto? Eccolo. Te lo monto in 5 minuti. Là fuori è pieno di gente. Colmo, stracolmo di anconetani nel mondo che ritornano per il Sabato Santo. Che non avevano idea di cosa sarebbe capitato di lì a poco. Sfondo la folla con casse e mixer e piazzo l'impianto lì in mezzo al marciapiede, sotto la veranda. Prova. Prova. Funziona. Sono le 22,52. Cambiarsi d'abito. Ci metto un quarto d'ora per allacciarmi gli anfibi. I miei ballerini ci mettono venti minuti a realizzare che devono mettersi la tunica. Poi lo fanno. Ore 23,15. Parte il concerto. Ed è subito "Burzum".
Schiere di anconetani rimangono a bocca aperta. Non si capacitano del fatto che il Sommo fosse proprio lì davanti a loro a dire quelle cose orribili. La scena del gatto che rimane in mezzo alla strada incantato dai fari, per un'oretta buona. Gente che chiama la mamma a casa cercando di illustrare con la voce rotta dal pianto lo spettacolo che aveva davanti agli occhi. Il pubblico è eterogeneo, oltre al pubblico casuale sconvolto c'è una percentuale di avanzi di galera piuttosto alta. Fortunatamente mentre in "Burzum Due" cito "i negri di Macerata" quelli di Ancona la prendono bene. Noto nel pubblico la controfigura di Trucebaldazzi, cattivo come avrebbe sempre voluto essere. Porcoddio del Degrado, fai che mi abbia apprezzato, sennò quello mi fracassa la testa con un clic. A un certo punto un documentarista si inginocchia d'innanzi a me e riprende l'inedito "Pezzi Di Fiche". Che quindi ora finalmente potete ascoltare anche voi infedeli che non ci siete stati.
Finisce il concerto e Trucebaldazzi mi si avvicina. Pacca. Quella era proprio una pacca. Non un pugno. Amichevole pacca sulla spalla e apprezza, approva, sostiene! Grazie, signore! Vendo un bel po' di cd, alla fine la tipa del bar è contenta, la gente si scambia il mio numero di telefono. Direi che anche in/ad Ancona è stato un successo, devo ammettere che ero un po' timoroso del giudizio degli anconetani, ma quelli che frequentano il Bar del Porto sono tipi 'true'. Poi è anche vero che gli adepti del Culto della Tosse Grassa infiltrati nel pubblico erano molti, tra questi il nostro tanzkommander "Masoschiavo", che si aggirava in zona sebbene fuori servizio e in borghese. Terminato il nostro compito ce ne andiamo. Mi portano in un altro posto dove c'era una serata reggae. Mi diverto come un buttafuori. Solo a che a me non mi pagano.
domenica 8 aprile 2012
Accademia di Belle Arti: i Postumi.
Allora, dov'eravamo rimasti? Ah, sì, avevo fatto pisciare sotto un cane.
Giovane, inesperto, si credeva solo in casa, gli appaio all'improvviso e
lui sconvolto rimuove gli argini e la fa tutta. Qualche giorno dopo un
inquilino del cane (di cui non farò il nome perché sennò lo arrestano)
mi chiamerà per invitarmi a suonare all'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Macerata, per la sua festa di laurea. L'Aula Svoboda, luogo sacro profanato finora solo da pervertiti mondialmente riconosciuti come tali, tipo Franko B. Tutto questo per mercoledì 4 aprile,
pochi giorni dopo un altro concerto nella stessa città. Avrà senso? Il
pubblico avrà voglia di ri-vedermi e ri-ascoltarmi a distanza di
pochissimi giorni? Chi se ne frega, non posso rifiutare l'invito a
suonare in un posto così storicamente inviolato, per cui ovviamente
accetto!
Nel giorno del concerto prima passiamo al Terminal, il luogo del predente delitto, dove avevamo abbandonato: 1 tunica del Radical Macabre Tanzkommando, 1 felpa dei Ca.Pe.Al., 1 giacca, 1 sciarpa. L'attaccapanni / ufficio oggetto smarriti del locale era interamente occupato da roba persa dal nostro entourage. Bene, siamo i migliori.
Arrivo al luogo dove si terrà lo spettacolo. E' una chiesa sconsacrata, intitolata a San Vincenzo, ora costellata da opere d'arte contemporanea e utilizzata come aula universitaria. Entro l'alba sarebbe stata sconsacrata del tutto, semmai qualcosa di vagamente benedetto fosse rimasto. Appena arrivato saluto. Un "ciao" che impiegherà 6 secondi a spegnersi del tutto. Il riverbero più insidioso che abbia mai sentito: fare qualsiasi tipo di attività musicale escluso un concerto per sola arpa è impossibile. Per cui procedo col soundcheck. Confermo, il suono è impossibile. Però funziona tutto, quindi via! Non saranno 20 kg di riverbero a fermarci! Ma se è tutto impossibile com'è possibile che sia stato possibile questo concerto impossibile? Abbiamo a che fare col figlio di un massone? Col figlio del vescovo? Col figlio del prefetto? No, praticamente col figlio del bidello. Che avendo a disposizione la chiave del posto senza render conto a nessuno piglia e organizza una festicciola. Solo che ci sono casse, sub, dj set electro (le foto ce le ha fatte il dj, Marco Gatta), impianto luci da paura e tutto Il Culto Della Tosse Grassa a gremire l'aula. E tutto ciò senza un bar vero e proprio. Ogni tanto miracolosamente appariva una bottiglia di vino ma spariva un cavatappi. E' tutta un'avventura, con LA TOSSE GRASSA.
Il Radical Macabre Tanzkommando è questa volta rappresentato dal Piccolo Stè e da Tosi (che vediamo nella foto sopra sotto cassa preso bbene). Una volta caldi si parte, e la folla si dispone diligentemente a semicerchio intorno al Sommo, che inizia a sbracciare facendo il proprio dovere. Come previsto l'audio è impossibile, non si capisce una sillaba, ma grazie a dio (cioè a me) il pubblico è preparato e conosce i testi, quindi cantano loro! Bravi, figliuoli, quante soddisfazioni mi date! D'altronde gran parte dei presenti ci aveva già visti qualche giorno prima, come dicevo... Pazzi. Pazzi furiosi. A un certo punto dello spettacolo la situazione si complica: i miei scudieri mi si rivoltano contro e cominciano a farmi i dispetti nascondendomi la scaletta! Sarà il pubblico ad annunciare i prossimi pezzi, con me che cerco di barcamenarmi goffamente in questa situazione disperata... Fortunatamente a un certo punto rompo il ghiaccio scatenando L'ORGIA. Il pubblico è diviso, alcune mi rifuggono (credo sia ora di riportare a lavare la carogna che porto addosso), altre mi porgono le tettine. Finito il concerto non paghi di tutto ci rivogliono sull'altare per un bis di "TG1", con un light show da paura.
E ora è il tanto agognato momento del relax. I miei compari finiscono di ubriacarsi a morte e presto perderò le loro tracce. Dov'era finito Tosi quando avevo così tanto bisogno di lui? Avevo una bottiglia di vino vergine e lui saggio va sempre in giro con un cavatappi in tasca... Brevi attimi di tensione e il problema si risolve, libero una donzella dalle grinfie di un carabiniere e mi ritiro in preghiera. Terminato il rosario ritorno in società e mi rendo conto di essere stato abbandonato! Per cui accamperò qui stanotte. Nel frattempo sono le 4 e l'aula sacra e inviolabile è ancora piena di gente ubriaca che oscilla pericolosamente. Con un nucleo di disadattati ci ritiriamo per una spaghettata notturna, e dopo aver ascoltato a lungo nastri di Harry Belafonte in avanzato stato di decomposizione, nel momento in cui stavo per infilarmi in un letto matrimoniale con uno con la cresta, bussano alla porta. E' il figlio del bidello che ha bisogno di aiuto per ripristinare l'aula violata, ché domattina c'è lezione e nessuno si deve accorgere di nulla. Centinaia di persone ubriache in mezzo alla strada, decibel in eccesso e porchemadonne varie pare siano passate inosservate. Macerata, la città degli sbirri sordi. Insomma, all'alba passo lo straccio, rimetto a posto le sedie, poi prendo il bus e alle 8 sono a dormire a casa mia, lontano da creste ma anche da donzelle in arresto. Dura la vita della popstar.
Nel giorno del concerto prima passiamo al Terminal, il luogo del predente delitto, dove avevamo abbandonato: 1 tunica del Radical Macabre Tanzkommando, 1 felpa dei Ca.Pe.Al., 1 giacca, 1 sciarpa. L'attaccapanni / ufficio oggetto smarriti del locale era interamente occupato da roba persa dal nostro entourage. Bene, siamo i migliori.
Arrivo al luogo dove si terrà lo spettacolo. E' una chiesa sconsacrata, intitolata a San Vincenzo, ora costellata da opere d'arte contemporanea e utilizzata come aula universitaria. Entro l'alba sarebbe stata sconsacrata del tutto, semmai qualcosa di vagamente benedetto fosse rimasto. Appena arrivato saluto. Un "ciao" che impiegherà 6 secondi a spegnersi del tutto. Il riverbero più insidioso che abbia mai sentito: fare qualsiasi tipo di attività musicale escluso un concerto per sola arpa è impossibile. Per cui procedo col soundcheck. Confermo, il suono è impossibile. Però funziona tutto, quindi via! Non saranno 20 kg di riverbero a fermarci! Ma se è tutto impossibile com'è possibile che sia stato possibile questo concerto impossibile? Abbiamo a che fare col figlio di un massone? Col figlio del vescovo? Col figlio del prefetto? No, praticamente col figlio del bidello. Che avendo a disposizione la chiave del posto senza render conto a nessuno piglia e organizza una festicciola. Solo che ci sono casse, sub, dj set electro (le foto ce le ha fatte il dj, Marco Gatta), impianto luci da paura e tutto Il Culto Della Tosse Grassa a gremire l'aula. E tutto ciò senza un bar vero e proprio. Ogni tanto miracolosamente appariva una bottiglia di vino ma spariva un cavatappi. E' tutta un'avventura, con LA TOSSE GRASSA.
Il Radical Macabre Tanzkommando è questa volta rappresentato dal Piccolo Stè e da Tosi (che vediamo nella foto sopra sotto cassa preso bbene). Una volta caldi si parte, e la folla si dispone diligentemente a semicerchio intorno al Sommo, che inizia a sbracciare facendo il proprio dovere. Come previsto l'audio è impossibile, non si capisce una sillaba, ma grazie a dio (cioè a me) il pubblico è preparato e conosce i testi, quindi cantano loro! Bravi, figliuoli, quante soddisfazioni mi date! D'altronde gran parte dei presenti ci aveva già visti qualche giorno prima, come dicevo... Pazzi. Pazzi furiosi. A un certo punto dello spettacolo la situazione si complica: i miei scudieri mi si rivoltano contro e cominciano a farmi i dispetti nascondendomi la scaletta! Sarà il pubblico ad annunciare i prossimi pezzi, con me che cerco di barcamenarmi goffamente in questa situazione disperata... Fortunatamente a un certo punto rompo il ghiaccio scatenando L'ORGIA. Il pubblico è diviso, alcune mi rifuggono (credo sia ora di riportare a lavare la carogna che porto addosso), altre mi porgono le tettine. Finito il concerto non paghi di tutto ci rivogliono sull'altare per un bis di "TG1", con un light show da paura.
E ora è il tanto agognato momento del relax. I miei compari finiscono di ubriacarsi a morte e presto perderò le loro tracce. Dov'era finito Tosi quando avevo così tanto bisogno di lui? Avevo una bottiglia di vino vergine e lui saggio va sempre in giro con un cavatappi in tasca... Brevi attimi di tensione e il problema si risolve, libero una donzella dalle grinfie di un carabiniere e mi ritiro in preghiera. Terminato il rosario ritorno in società e mi rendo conto di essere stato abbandonato! Per cui accamperò qui stanotte. Nel frattempo sono le 4 e l'aula sacra e inviolabile è ancora piena di gente ubriaca che oscilla pericolosamente. Con un nucleo di disadattati ci ritiriamo per una spaghettata notturna, e dopo aver ascoltato a lungo nastri di Harry Belafonte in avanzato stato di decomposizione, nel momento in cui stavo per infilarmi in un letto matrimoniale con uno con la cresta, bussano alla porta. E' il figlio del bidello che ha bisogno di aiuto per ripristinare l'aula violata, ché domattina c'è lezione e nessuno si deve accorgere di nulla. Centinaia di persone ubriache in mezzo alla strada, decibel in eccesso e porchemadonne varie pare siano passate inosservate. Macerata, la città degli sbirri sordi. Insomma, all'alba passo lo straccio, rimetto a posto le sedie, poi prendo il bus e alle 8 sono a dormire a casa mia, lontano da creste ma anche da donzelle in arresto. Dura la vita della popstar.
mercoledì 4 aprile 2012
La Settimana Santa.
Settimana alquanto complessa questa che vede la convivenza dei riti underground de LA TOSSE GRASSA con quelli mainstream della Santa Romana Chiesa.
La nostra Settimana Santa comincia stasera, mercoledì, laddove l'egregio Prof. Tosse Grassa terrà una lezione sul porcoddio del degrado presso l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Macerata.
Il giovedì secondo le scritture se magna e basta.
Il venerdì mentre la concorrenza comincia a marcire noi andiamo a ritirare un premio al Mamamia di Senigallia (AN), dove altre sei band concorrono per il secondo posto alla Finale di Italia Wave - Marche. Solo tre pezzi, ma intensi.
Il sabato pure è stato sistemato! La Tosse Grassa colpisce Ancona! Saremo al Bar del Porto, per un concerto completo all'aperto sotto la brezza primaverile!
Agnelli!! Domenica Agnelli!! E infatti il concerto non sarà il nostro bensì degli agnellini Lettera 22 presso l'ameno Café De La Paix di Recanati (MC), che però sarà lordato da un feat. La Tosse Grassa per un brano su cui non vi svelo nulla. Agnelli!!
Collezionale tutte!! TUUTTTEEEEEEE!!!
La nostra Settimana Santa comincia stasera, mercoledì, laddove l'egregio Prof. Tosse Grassa terrà una lezione sul porcoddio del degrado presso l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Macerata.
Il giovedì secondo le scritture se magna e basta.
Il venerdì mentre la concorrenza comincia a marcire noi andiamo a ritirare un premio al Mamamia di Senigallia (AN), dove altre sei band concorrono per il secondo posto alla Finale di Italia Wave - Marche. Solo tre pezzi, ma intensi.
Il sabato pure è stato sistemato! La Tosse Grassa colpisce Ancona! Saremo al Bar del Porto, per un concerto completo all'aperto sotto la brezza primaverile!
Agnelli!! Domenica Agnelli!! E infatti il concerto non sarà il nostro bensì degli agnellini Lettera 22 presso l'ameno Café De La Paix di Recanati (MC), che però sarà lordato da un feat. La Tosse Grassa per un brano su cui non vi svelo nulla. Agnelli!!
Collezionale tutte!! TUUTTTEEEEEEE!!!
martedì 3 aprile 2012
Terminal: i Postumi.
Durante la notte vado in giro a saccheggiar villaggi ma di giorno cerco di persuadere osti timorati di dio (un dio diverso da me) ad ospitare un sermone de LA TOSSE GRASSA nel proprio locale. Per cui eccomi rivolgermi all'Arci Terminal con dei ferri arroventati quando Marco "Sì, sì, subito!", senza farsi ardere nemmeno un pelo. E così sia, venerdì 30 marzo è la data prescelta per Macerata, la capitale. Il concerto è molto atteso, molti ne parlano e adepti da tutte le marche convergeranno qui stasera. Per essere certi che i tempi del soundcheck non si sovrappongano con una cena di 40 civili (che poi si riveleranno non essere esattamente civili) mi reco sul posto con un certo anticipo, ma arrivo in ritardo. Comunque come al solito 20 secondi sono più che sufficienti, per cui attendo l'arrivo del Radical Macabre Tanzkommando, rappresentato questa volta da Tosi e da "Masoschiavo", appena tornato da un corso di aggiornamento a Pechino. Porteranno non una bensì due groupie, una delle quali avrà un compito gravoso: "Tanto non bevo, guido io." Nel frattempo mi ero già sincerato di avere piano B, C e D, chiedendo ospitalità a qualche cultista (inconsapevole) con domicilio a Macerata, anche se siamo a pochi km non si può mai sapere. Anzi, si può.
Notevole sta foto, vero? Ce l'ha fatta Abigail de Tago Mago, un apprendista del Radical Macabre Tanzkommando che presto vedrete in azione. Dopo aver cenato e riconsegnato intonsa una bottiglia d'acqua minerale (ma non le tre bottiglie di vino), siamo pronti per andare a bere. Saccheggiamo il villaggio, ci siam detti, ma non arriveremo lontani, ci fermiamo al primo bar, attratti da una barista lapdancer con incrostazioni di sperma sul viso. Lì incontriamo casualmente un vecchio gestore del Terminal, gli diciamo che faremo uno spettacolo lì e lui scappa per il Brasile senza voltarsi. Negroni numero 1. Vediamo adepti migrare verso il locale da ovunque, quindi torniamo sul luogo del delitto che ci prepariamo a consumare. Negroni numero 2. Il nostro camerino è il bagno, popolato da adorabili fanciulle che mi fermerei volentieri ad adorare, ma il dovere mi chiama sul palco. Si comincia e si fa tutto quello che possiamo nella maniera più orrenda possibile. Negroni numero 3. E pare funzionare. Negroni numero 4. Dopo gran parte dei nostri pezzi (qualcuno si permetterà di apprezzare persino "Bikini Cimitero") decidiamo che i tempi sono maturi per L'ORGIA.
Così scendo dal palco e affronto le chiappe di alcune tra le mie ancelle, come al solito mi scuso se qualcuna è stata trascurata, ma non riesco ad avervi tutte. Compio il rituale trovando visi attoniti (nella foto sotto troverete il nostro Tosi con prigioniera una spaventatissima pulzella, e sullo sfondo Beelzebub bello soddisfatto), culetti sorridenti (le foto le tengo per me) e chiedendomi come se la staranno cavando i miei due scudieri. Quando torno li trovo che stanno stuprando sul palco una povera ragazza. Intervengo e la prendo da dietro. Con nonchalance terminiamo la nostra scaletta e ci rifugiamo nel nostro camerino, cioè il cesso. Ed è il consueto bagno di fica. Le massaie fan la coda per farsi foto con noi, farsi firmare autografi, farsi sgranocchiare i capezzoli, non mi danno nemmeno modo di andare a togliermi l'uniforme e rendermi meno viscoso. Negroni numero 5. Dal fatto che stessi io stesso vendendo i miei cd mi rendo conto che la groupie che doveva tenere la bancarella è missing da un po' di tempo ormai. E' missing anche la tunica di "Masoschiavo", che ha perso rivestendosi con gli abiti di Tosi, che è quindi costretto ad indossare una t-shirt skinny dei Perno. Negroni numero 6. E finisce il Campari.
Ripreso un aspetto umano mi dedico alla mondanità, intrattenendo i miei ospiti con chiacchiere varie. Tosi ormai oscilla pericolosamente, fortunatamente trova sempre le mammelle di una groupie alle quali aggrapparsi. Dopo un po' di vita (anti)sociale decidiamo che è il momento di andarcene, non prima di essermi sincerato di avere un piano B a portata di mano. Anche perché... Dov'è finito "Masoschiavo"? E dov'è finita la groupie autista astemia? La risposta è una sola, stavano copulando nella nostra papamobile, entrambi completamente ubriachi. Sì, anche lei. Il nostro ballerino ci accoglie vomitando 9 Negroni (strano, ne aveva bevuti solo 6), e pensare che l'indomani dovrà mettere dischi insieme a me proprio a un Negroni Party (berrà solo chinotto, state sereni). Visto l'andazzo (guiderà Tosi!!) passo al piano B e rimango a dormire nella capitale. La mattina dopo farò pisciare sotto un cane. Ma questa è un'altra storia.
Notevole sta foto, vero? Ce l'ha fatta Abigail de Tago Mago, un apprendista del Radical Macabre Tanzkommando che presto vedrete in azione. Dopo aver cenato e riconsegnato intonsa una bottiglia d'acqua minerale (ma non le tre bottiglie di vino), siamo pronti per andare a bere. Saccheggiamo il villaggio, ci siam detti, ma non arriveremo lontani, ci fermiamo al primo bar, attratti da una barista lapdancer con incrostazioni di sperma sul viso. Lì incontriamo casualmente un vecchio gestore del Terminal, gli diciamo che faremo uno spettacolo lì e lui scappa per il Brasile senza voltarsi. Negroni numero 1. Vediamo adepti migrare verso il locale da ovunque, quindi torniamo sul luogo del delitto che ci prepariamo a consumare. Negroni numero 2. Il nostro camerino è il bagno, popolato da adorabili fanciulle che mi fermerei volentieri ad adorare, ma il dovere mi chiama sul palco. Si comincia e si fa tutto quello che possiamo nella maniera più orrenda possibile. Negroni numero 3. E pare funzionare. Negroni numero 4. Dopo gran parte dei nostri pezzi (qualcuno si permetterà di apprezzare persino "Bikini Cimitero") decidiamo che i tempi sono maturi per L'ORGIA.
Così scendo dal palco e affronto le chiappe di alcune tra le mie ancelle, come al solito mi scuso se qualcuna è stata trascurata, ma non riesco ad avervi tutte. Compio il rituale trovando visi attoniti (nella foto sotto troverete il nostro Tosi con prigioniera una spaventatissima pulzella, e sullo sfondo Beelzebub bello soddisfatto), culetti sorridenti (le foto le tengo per me) e chiedendomi come se la staranno cavando i miei due scudieri. Quando torno li trovo che stanno stuprando sul palco una povera ragazza. Intervengo e la prendo da dietro. Con nonchalance terminiamo la nostra scaletta e ci rifugiamo nel nostro camerino, cioè il cesso. Ed è il consueto bagno di fica. Le massaie fan la coda per farsi foto con noi, farsi firmare autografi, farsi sgranocchiare i capezzoli, non mi danno nemmeno modo di andare a togliermi l'uniforme e rendermi meno viscoso. Negroni numero 5. Dal fatto che stessi io stesso vendendo i miei cd mi rendo conto che la groupie che doveva tenere la bancarella è missing da un po' di tempo ormai. E' missing anche la tunica di "Masoschiavo", che ha perso rivestendosi con gli abiti di Tosi, che è quindi costretto ad indossare una t-shirt skinny dei Perno. Negroni numero 6. E finisce il Campari.
Ripreso un aspetto umano mi dedico alla mondanità, intrattenendo i miei ospiti con chiacchiere varie. Tosi ormai oscilla pericolosamente, fortunatamente trova sempre le mammelle di una groupie alle quali aggrapparsi. Dopo un po' di vita (anti)sociale decidiamo che è il momento di andarcene, non prima di essermi sincerato di avere un piano B a portata di mano. Anche perché... Dov'è finito "Masoschiavo"? E dov'è finita la groupie autista astemia? La risposta è una sola, stavano copulando nella nostra papamobile, entrambi completamente ubriachi. Sì, anche lei. Il nostro ballerino ci accoglie vomitando 9 Negroni (strano, ne aveva bevuti solo 6), e pensare che l'indomani dovrà mettere dischi insieme a me proprio a un Negroni Party (berrà solo chinotto, state sereni). Visto l'andazzo (guiderà Tosi!!) passo al piano B e rimango a dormire nella capitale. La mattina dopo farò pisciare sotto un cane. Ma questa è un'altra storia.
Intervista per OSSERVATORI ESTERNI.
O.E. Confidential a La Tosse Grassa, one man band marchigiana tra le manifestazioni più allucinanti dell'underground musicale italiano.
La risposta è semplice, e la trovate nell'album d'esordio "TG1", ritratto grottesco dell'Italia di oggi su buffet di bestemmie intelligenti e taglieri di cibo avariato.
Prima iniziare a leggere, ascoltatevi QUESTO PEZZO! Buona fortuna e felice approfondimento.
1. La tua biografia in tre canzoni
La vita artistica de LA TOSSE GRASSA è
ancora piuttosto breve, per cui ti rispondo a proposito della mia vita
biologica. Missing Persons - "Walking In L.A.". Ero ancora un cucciolo
quando vidi in tv una loro esibizione live e ne rimasi folgorato. Da
allora decisi che la musica sarebbe stata la mia passione numero uno, e
così è stato! Sigue Sigue Sputnik - "Love Missile F1-11". Da questo
momento non era più solo ascoltar canzoni e canticchiare, era muovere le
chiappe e rock'n'roll!!! Napalm Death - "Walls Of Confinement". Dopo
anni e anni di stimoli più o meno feroci provenienti da ovunque questo
ascolto fu il primo che mi fece gridare "e sta roba che cazzo è?!". Devo
ringraziare Claudio Sorge, che curava l'angoletto di musica estrema in
Stereodrome/Planet Rock su Radio Due, poco prima di varare il
magazine Rumore.
2. Una frase da T-Shirt
"MI FATE SCHIFO, UMANI DEL CAZZO." Già
fatto. E' uno slogan preso dal testo di "Guerra (Termonucleara)", un
brano dei Ca.Pe.Al., duo di cui faccio parte addirittura dal 1997 e dei
quali fondamentalmente LA TOSSE GRASSA è una conseguenza. Abbiamo
prodotto delle felpe da combattimento con stampato il nostro logo e
questa frase, che in fondo in fondo è emblema dell'opera di entrambi i
progetti musicali. Chi di voi mi ha visto dal vivo probabilmente me l'ha
vista addosso prima di indossare la mia uniforme da palcoscenico.
3. Il tuo piatto preferito
Da qualche mese cerco di mangiare
relativamente sano, ma non credo proprio che potrei mai dire di no a una
bella porzione di cinghiale in salmì! Dovete capire che il cinghiale è
il miglior amico dell'uomo. Anzi, forse lo è il maiale, ma il cinghiale è
più bello.
4. Il romanzo che ti ha aperto la mente
Quando conclusi la lettura di "American
Psycho" di Bret Easton Ellis ero una persona diversa. Ci impiegai sette
giorni, sette giorni di malessere passati in uno strano bozzolo
emozionale che buttai dopo aver letto che "questa non è un'uscita". Non
so se mi ha reso migliore o peggiore, ma sicuramente diverso. La mia
mente la consideravo già accogliente, ma dopo questa lettura la porta
non c'era praticamente più. Fotti il negro sul muretto, fottilo.
5. Skiantos o Squallor?
Skiantos, senza ombra di dubbio. Chissà,
magari un giorno mi ricrederò ma ho sempre visto gli Squallor come una
porcheria reazionaria per quei poveri di spirito che ora apprezzano LA
TOSSE GRASSA solo perché ha dei testi ricchi di cazzi, fiche e
porchiddii. Come se fosse scandaloso, quando invece non è altro che il
linguaggio della nostra triviale quotidianità. Però se lo senti dire da
un palco ti pare brutto, eh, testa di cazzo? In questo modo gli Squallor
e il loro pubblico dimostrarono che davvero non c'era gusto in Italia
ad essere intelligenti. Devo però ammettere che ho un debole per il film
di "Arrapaho"! Sarà Tinì Cansino, chissà...
6. La band più sopravvalutata del momento (motiva la tua scelta)
Vuoi un nome, vero? Va bene, te ne darò
uno, ma sappi che ce ne sono moltissimi (che non nominerò) che puzzano
di sopravvalutazione da lontano un miglio, e per questo motivo non li ho
mai degnati di uno sguardo perdendo tempo ad ascoltare la loro merda.
Per cui il nome che ti farò ha attirato la mia attenzione a sufficienza
per farsi ascoltare almeno una volta. Perché aveva davvero un nome del
cazzo: Dente. Che più che sopravvalutato è mal valutato: c'è una marea
di gentaglia che lo ascolta credendo di avere a che fare con un artista
indipendente e alternativo mentre non si rende conto di avere a che fare
soltanto con un altro ginopaoli. Se i suoi concerti non fossero pieni
di figa col cazzo che ci andreste. Attenzione: il fatto che abbia scelto
di fare il nome di Dente e non quello della tua band del cazzo non ti
assolve affatto.
7. La band più sottovalutata del momento (motiva la tua scelta)
Tutti i miei artisti preferiti sono
sottovalutati, quando vado a vederli non ho mai problemi ad arrivare in
prima fila. Forse perché ho dei gusti di merda, ma più probabilmente
perché li avete voi. Saprete già che miliardi di mosche preferiscono un
bello stronzo a un bel piatto di pasta, no? Per cui ai concerti di Dente
è pieno di mosche mentre a quelli di Giancarlo Onorato le mosche se ne
vanno a fanculo da un'altra parte. Ecco, ti ho fatto il nome di
Giancarlo Onorato, perché è come la Morte, indiscutibilmente sublime e
affascinante ma nessuno la ama. Quando suona lui la gente scappa come se
ci fosse la morte rossa ma in realtà solo la sua è Musica. Tutto il
resto è marketing, anche LA TOSSE GRASSA.
8. Un aggettivo per i tuoi spettacoli live
Inderogabile. Se la prossima volta non
vieni e balli finché non ti sudano le chiappe ti vengo a cercare a casa e
ti spacco le gambe. E vedi di trovarmi pure una data anche dalle tue
parti, che da te hanno bisogno di me.
9. Il riff che ti ha stravolto l'esistenza
Quello di "In-A-Gadda-Da-Vida" degli
Iron Butterfly. Da quando lo ascoltai per la prima volta nella colonna
sonora di "Manhunter" (film di Michael Mann, prima apparizione
cinematografica del personaggio letterario Hannibal Lecter) ne rimasi
sconvolto. Le pareti di casa mi si aprirono come in "Hellraiser",
entrarono vapori profumati d'incenso e il tempo si fermò. Tuttora ogni
volta che lo ascolto vengo circondato da fuochi fatui.
10. TG1 permettendo, cosa guardi in TV?
Il televisore lo utilizzo solo per
vederci film, concerti, porno... Certamente non il cibo per cani che
viene trasmesso per voi mortali. Tuttavia pranzo spessissimo insieme a
mia madre, che è una teenager affamata di tv spazzatura, per cui quasi
ogni giorno mi vedo mezza causa di "Forum" senza sapere mai come va a
finire perché poi cambia canale per vedersi "Uomini E Donne", un
programma che ti aiuta a odiare l'umanità. E anche lì so come iniziano
tutte le storie ma non so mai come vanno a finire perché dopo la mela
tolgo il disturbo.
11. Il metal in un disco
"Reign In Blood", Slayer, ovvio.
Ventotto minuti di niente compromessi. Cattiveria pura, bava alla bocca,
cervelli accecati dalla cocaina e velocità superiore ai limiti
consentiti dalla normativa vigente. Nonostante abbia meno brufoli di
quando lo ascoltai la prima volta e nonostante la montagna di ascolti di
qualsiasi genere, è tuttora il mio album preferito, in cima alla
piramide. Quando lo ascolto divento pericoloso. Cioè, più del solito.
12. Vino o birra?
Vino, ho fatto la mia scelta. Rosso,
preferibilmente marchigiano, preferibilmente Lacrima di Morro D'Alba.
Anni fa bevevo anche tantissima birra, ma poi di punto in bianco ho
deciso di smettere, come esercizio di volontà. Oggi sono meno gonfio,
non bevo praticamente più altro che vino rosso, vino cotto e vino di
visciole. Di quest'ultimo ne porto in grembo un litro or ora.
13. Il tuo film horror preferito
Sento di risultare banale nella mia
preferenza, ma dover fare gli alternativi per forza dicendo "è banale
questo, è banale quello" è una grande stronzata. Nei talk show
televisivi quando qualcuno attacca la Chiesa gli dicono che "è banale".
Ma è giusto. Per cui ti rispondo "Shining", capolavoro assoluto diretto
dal padreterno Stanley Kubrick, che come suo solito ha tramutato in oro
un trascurabile romanzo di uno Stephen King acerbetto. La sua regia è
sempre talmente perfetta che è impossibile paragonarlo ad altre
pellicole dello stesso genere. Per non parlare dell'interpretazione di
Jack Nicholson. Non ti dico che so il suo copione a memoria ma quasi! Mi
avessi chiesto il mio film horror preferito a parte "Shining" c'avrei
pensato di più. Anche Lloyd è d'accordo.
14. I tuoi idoli d'infanzia
Idoli? Non credo di
averne mai avuti, mai appeso poster in camera di personalità
carismatiche al cui cospetto fare "ooh" ad ogni apparizione. Forse
qualche personaggio di qualche cartone animato, ne vedevo molti ma non
avevo un "mio eroe". Certo, mi piaceva Lamù, ma anche e soprattutto
perché era bona, non perché fosse un idolo. Per quel che riguarda la
musica durante l'infanzia ascoltavo tutto quello che passava il
convento, già con grande passione ma non c'era un artista in particolare
per cui tifassi più degli altri. Mai avuto Vasco in vita mia.
15. Se la tua vita fosse un film, chi sarebbe il regista?
Preferirei fosse David Lynch, adoro i
suoi ambienti e le sue atmosfere, magari quando divento ricco da far
schifo mi faccio arredare casa da lui, ma per ora la mia vita assomiglia
più a un film di Álex De La Iglesia. Sporco, grottesco, folle e senza
vie di mezzo.
Orazio Martino, OSSERVATORI ESTERNI
www.osservatoriesterni.it
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