lunedì 17 dicembre 2012

Vademecum per sto natale del cazzo.

Questo sarebbe il titolo che mi piaceva però era troppo lungo (e forse inopportuno) per Roar Magazine, che stavolta mi ha chiesto una playlist natalizia. Ecco che ne è uscito fuori.
(l'articolo originale lo potete vedere qui: http://www.roarmagazine.it/notizie/posta-tosse-grassa/995-tosse-grassa-playlist-natale.html)



Iniziamo a presentarvi i nostri speciali di fine anno, ovvero le tradizionali playlist e classifiche sul meglio/peggio del 2012. Ma con qualche chicca in più. Come antipasto, tanto per gradire, ecco una selezione (molto personale) di "canti di Natale" a cura de La Tosse Grassa. Aspettando, ovviamente, il ritorno della Posta del Cuore


Agnelli, Signori!Quei cari sprovveduti di Roar Magazine continuano a chiedermi degli interventi intorno ai momenti più topici del Calendario Gregoriano. Non essendo riusciti ad andare in galera lo scorso Ferragosto ci ritentano nel Santo Natale. Io non capisco del tutto, essendo il mio compleanno il 26 febbraio, ma in breve realizzo che intendono proprio il 25 dicembre, la data accettata dai poveri cristiani come quella della nascita di Gesù Bambino, la concorrenza! Nascita davvero miracolosa essendo egli stato concepito solo l'8 dicembreDaglie de coro!


Sì, Tu Scendi Dalle Stelle, il canto natalizio italiano composto nel 1754 dal napoletano Sant'Alfonso Maria de' Liguori, che andava ghiotto per le zampogne. 1754. Un bel po' di tempo fa. Contate che il Divin Marchese Donatien Alphonse François de Sade scrisse Les 120 Journées de Sodome solamente nel 1785 e il film "Nekromantik" del tedesco Jörg Buttgereit uscì soltanto nel 1987. Eppure già nel 1754 si esprimevano concetti così macabri, perversi e deviati quali "venire in una grotta al freddo e al gelo". Avanti!


Che poi tra l'altro è chiaro a tutti che sto pargol divin non poteva essere nato esattamente il 25 dicembre, così come non è possibile che fosse un ariano alto, biondo, occhi azzurri essendo nato in Palestina più di 2000 anni fa. Tuttavia per convenzione la Chiesa d'Occidente decise di fissare il Natale proprio in questa data, che guarda un po' coincideva con quella di una pre-esistente celebrazione pagana, il Natalis Solis Invicti, all'epoca dedicato ad un altro mio concorrente ormai superato: il dio Mithra. A proposito, chi me ne regala uno per il Santo Natale?


Potrei scrivere una letterina a Babbo Natale, anche se dopotutto m'interessano molto di più le sue renne (l'unico motivo per cui sia mai entrato all'Ikea). Ma se volessi come potrei fare? La figura di Santa Claus è di proprietà della Coca-Cola Company, cosa che già si colloca in contrasto con la mia indole anti-mercato. Ma anche decidessi di tapparmi il naso e farlo dove dovrei scrivere? In Lapponia? E a che indirizzo? E se non dovesse venire? Una mia amica Tossina è stata così brava che l'ha fatto venire due volte. Forse è meglio che mi rivolga alla Befana. Che vien di notte.


Eheheh, vogliate perdonare il momento autocelebrativo, è che in fondo ci stavamo dicendo un mucchio di cazzate. Innanzitutto temo che a me sti stronzi porterebbero davvero solo carbone, altro che l'AK-47 dei miei sogni. Insomma Natale qua, Natale là, a Natale siamo tutti più buoni...Al massimo come dico spesso, "a Natale sono tutte più bone", ma è perché si vestono tutte a festa ste troie, come ai matrimoni dove le sgami al volo le fighe avanzate, sono quelle che rimangono in fondo al cesto coi capelli frisée. Volete un boccò de cazzo? Non c'è mica bisogno di chiedere per favore.


Ma io non è che sia così contrario al Natale in fondo, eh. É un'occasione in più per fare festa, magna' a stufo e no remorse, rivedere amici lontani che ritornano almeno per salutare la nonna che schiatta, e poi ti fanno i regali (oh, mai un AK-47, che ve lo dico a fare)! Sì, perché in fondo in fondo il Natale a questo serve: a sputtanarsi la tredicesima. Compra, magna, spendi, spendi, incarta, compra, compra, scarta, grazie, grazie, succhia cazzo, ingoia, compra...Poi ti ritrovi a fine feste che hai preso 10 kg e sei sull'orlo di un infarto. Produci - Consuma - Crepa, appunto.


E allora tanto vale scialare. Slaccio il bottone dei pantaloni, il colletto della camicia, e magno. Ci stanno questi torroni al rhum che me fanno mori', letteralmente! Sebaste si chiamano, so' quelli incartati verdi tipo caramella, che grondano alcole da ogni strato di wafer... Tendo a magnammene mezzo per volta, sarà mortale, sarà consumismo, ma so' boni da mori'. Poi oh, chi ha detto che me li devo compra', c'è sempre la rapina come opzione. Uno tende sempre a scartarla come stratagemma anti-crisi e invece è sempre lì dietro l'angolo. Certo, avessi un AK-47 sarebbe tutto più facile...


Va bene, va bene, Ulrike Meinhof non può essere ricordata soltanto per le rapine, ovvio. Ma d'altronde nemmeno la banda Bonnot. In realtà ben pochi di quelli che rubano oggi possono essere considerati semplici rapinatori, semplici parassiti, come ci si rivolge spesso a tali individui in maniera di norma dispregiativa. In realtà chi ruba compie un atto di resistenza contro l'opprimente e vampirico sistema capitalista, che agli sfruttati ruba costantemente, ma nonostante ciò è ben visto e protetto da guardie armate. Ma...Non stavamo parlando del Natale? Scusate, vai con l'inno!


Ok, ok, non è un canto natalizio vero e proprio, ma si tratta comunque di un inno a un sottoprodotto della concorrenza. Cioè...Satana se lo so' inventato i cristiani, quindi se canto un inno a Satana in fondo è come se cantassi un inno a Cristo. Capisco che voi storciate il naso, ma in fondo la ditta è sempre la stessa, no? Stessa cosa se bestemmi, è comunque chiamare in causa la direzione, i soldi li piglia comunque lo stesso padro'. E' come quando vai a votare, o quando compili un borderò della Siae, o quando scegli il canale televisivo da vedere, o un film in una multisala. Io sceglierei un AK-47, ma voi non me lo volete da'! E pensare che in Nigeria non constano un cazzo.


Scusate, sto pezzo non c'entrava proprio una cippa (almeno non prima dell'8 di gennaio), è che ci sono andato in fissa proprio ieri. Shahram Shab-Pareh è un cantante iraniano famosissimo che, bucio de culo, si trovava in California prima della Rivoluzione Islamica quindi ancora sta là a cantare di belle più belle di un Peri (figura mitologica persiana a metà strada tra un angelo e un demone, ancora concorrenza). Ecco, ho divagato di nuovo. Basta, suvvia. Ora ho voglia di vedermi un film, quindi chiudo questa playlist con un'altra canzone natalizia (stavolta davvero), però fatta come piace a me. Ah, al limite anche un lanciafiamme va bene, mi accontento.










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