venerdì 23 novembre 2012

Li Mortacci Tour 2012: i Postumi.

Tutto ha inizio quando i ragazzi del Sottoscala 9, fremente sacca di resistenza culturale a Latina, decide di chiamare LA TOSSE GRASSA per la festa di Halloween, ossia mercoledì 31 ottobre. Forse questa volta è il caso di approfittare di questa data in Lazio per allestire un tour, mi pare giusto. E come chiamarlo questo tour a cavalli tra streghe, santi e morti? Ovvio, Li Mortacci Tour! C'era altra possibilità?? I membri del Radical Macabre Tanzkommando prescelti sono i due veterani Tosi e "Masoschiavo" già sotto allenamento grazie a una sbornia mortale a un altro sermone di poche sere prima. E così, consci del fatto che tutti i proventi del tour verranno reinvestiti in prodotti enogastronomici delle località che visiteremo, a un certo punto si parte! Prima tappa per metano a L'Aquila con pranzetto alla rosticceria siciliana di fronte, il cui titolare si convince che Tosi sia un assiduo frequentatore del posto. Per raggiungere Latina saremo poi travolti da cavalloni di pioggia un po' da ovunque, data la grossa perturbazione. Una volta lì sbagliamo indirizzo (andiamo alla vecchia sede del locale) poi Hitler viene in nostro soccorso e raggiungiamo il posto. Ciao, ciao, pizza, pizza, una partitina a Happy Puppy e nonostante la pioggia a catinelle (in un paio di punti piove addirittura dentro al locale) viene fuori un'ottima festa! C'era Adolf Hitler, c'era Gesù Cristo, c'era un Tampax gigante, c'erano bicchieri ricavati da barattoli di marmellata... Cosa manca? Ah, sì, il concerto! Prima di noi suonano i gemellati Bruno Marcio, da Sabaudia, che hanno anche studiato ben tre nostre cover: "Lo Vuoi Nel Culo", "Robuste Dosi Di Cazzo" e "Sono Io La Fame Nel Mondo" che verranno cantate dal sottoscritto dando quindi i natali al bizzarro esperimento chiamato La Tosse Marcia. Pare che esistano anche delle registrazioni oltre a questa foto, ma non credo che le vedremo mai. Durante il nostro show cogliamo l'occasione anche per omaggiare l'altra band con una rapidissima cover della loro "50.000", nonché per ordinare ufficialmente il Vescovo Laude (ossia Hitler). Seguono danze in istato di ubriachezza molesta e una lunga chiacchierata con la morte.


La mattina il bambino ("Masoschiavo") fa i capricci e non ci lascia dormire. Eravamo soavemente alloggiati nella suite del Sottoscala 9, ma in pratica siamo stati obbligati a svegliarci relativamente presto. Anche perché il Tampax della sera prima era determinato a farci da Cicerone per questo nostro day-off da trascorrere a Latina, perché alla fine tutti ci vogliono ma nessuno ci piglia, e in questo giovedì 1 novembre, giorno dei santi, siamo rimasti a piedi, senza un posto in cui suonare. Grazie all'ospitalità del Vescovo Laude rimaniamo quindi a Latina un giorno in più a fare i turisti. E quindi colazione e poi esilarante Tour del Fascio, a vedere l'obelisco con l'aquila che guarda Berlino, a prenderci giuoco della Sentinella della Patria e della Pace (grandi foto oscene verranno scattate, ma verranno segretate e non ci verranno mai consegnate) e di altri scempi duceschi. Poi subito aperitivo (che a tutti richiamerà la sbornia della sera prima) e conseguente pranzo in un pub di Casa Pound. Non era mica facile trovare alternative, da quelle parti. Naturalmente colgo l'occasione per cagare, e poi tutti a vedere le "bufale della camorra" (vedi foto) al parco, non prima di un bell'ammazzacaffè contemplando uccelli migratori. Immagini che rimarranno indelebili nella nostra MEMORIA, noi che di fotocamere non sappiamo che farcene, dato che chi poteva non se n'è portata mezza per il (giustificato) terrore di vedersela sventrata durante una delle tante sbronze. Finito di bere andiamo a bere, in una birreria. Sono le 18,00. A questo punto della giornata il nostro vate Tampax è già fuori uso, povero lui, portare a bere noi. Non paghi ce ne facciamo un'altra di birreria, e poi finalmente a cena dal leggendario Capocciò con i Cultisti del Sottoscala, delicata cucina laziale tipo trippa, pajata e fegatelli. E vino, vino e vino. Ottimo. Il tutto mentre puttane venezuelane fraintendono i nostri brindisi satanici partecipando allegre, mentre Tosi flirta con una bambina di sei anni (che ci sta!!) mentre il papà di fuori tira di boxe in amicizia. Un tour de force di magnate e bevute e bevute e magnate e bevute e bevute e magnate e bevute, che si conclude con Tosi incastrato da un rumeno ubriaco anch'esso che lo costringeva a parlare del fatto che non fosse realmente Osama Bin Laden. E poi a letto presto. Essendo tutti morti.


Essendo tutti morti passiamo parte della mattina seguente prigionieri del Sottoscala a leggere Bukowski (o a giocare a Happy Puppy, volendo), finché il sorprendentemente redivivo Vescovo Laude contro ogni aspettativa viene a salvarci. Un caffè, saluti e baci e poi si parte alla volta di Roma, Ostia per la precisione, dato che stasera venerdì 2 novembre, festa dei morti, suoneremo al leggendario ZK Squatt, dove fummo già ospiti lo scorso anno. Ma prima che fai, non ci facciamo una bella magnata ad Ariccia, città della porchetta? E' dura dribblare i buttadentro delle varie "fraschette", ma noi andiamo dritti verso quella che c'è stata consigliata da Padre Pio, e quindi giù di porchetta, pappardelle al cinghiale ("Masoschiavo" batterà tutti ordinando ravioli ripieni di cinghiale con ragù al cinghiale), cinghiale alla cacciatora, patate arrosto, tiramisù e caffè. Senza zucchero che siamo a dieta. Poi tra rutti e scoregge andare a vedere il tramonto a Ostia Lido... Ricordarci che è l'anniversario della morte di Pasolini e andare all'idroscalo per vedere l'effetto che fa. Troviamo una specie di mausoleo presidiato da motociclisti ricchioni e uno di noi (ma non dirò chi) prorompe in una frase di pura poesia: "Così impara a dì bè dei sbirri, sto frocio." Grandi momenti da immortalare nella MEMORIA. E basta. Un giretto anche a Ostia Antica a vedere le antiche tabaccherie, poi tutti verso lo squat, dove ritroveremo vecchie conoscenze, tipo la frikkettona che ha fatto un delizioso succo allo zenzero e il prode Sekketto, che proprio quella sera compie gli anni. Cena vegana, mentre ancora ruttiamo cinghiale, a fianco di Joe Cocker sotto acido e tempo 20 drink e 18 cannoni, dopo il concerto dei Light The Bob (il gruppo del festeggiato) e degli Onan In Genere Ingenera è il nostro momento. Siamo sbronzi. Molto. Io m'ero pure fatto un assenzio artigianale che oculatamente ho celato ai miei tanzkommander. Passiamo attraverso lo stargate (vedi foto) e cominciamo uno show memorabile, con tanto di auguri a Sekketto urlati sulla base realizzata per "50.000" (non si butta via niente) e l'orgia più partecipativa della nostra storia, con uomini e donne che ci aggredivano loro (!!) e una folla entusiasta e ballerina come non mai. I balli proseguiranno ancora per ore, con un "Masoschiavo" completamente su-di-giri che balla le Bananarama come non ci fosse un domani mentre Tosi è incastrato anche questa sera in discorsi surreali, stavolta con una frikkettona a caso. Prima o poi, uno per volta, si andrà a dormire.


Il mattino seguente di questo sabato 3 novembre riusciamo miracolosamente a svegliarci ("Masoschiavo" non del tutto, diciamocelo) ed andarcene ad un orario decente. Stavolta dovremo compiere uno spostamento abbastanza lungo: passare attraverso il Grà! sbagliando direzione un paio di volte per poi rientrare nelle Marche e raggiungere in serata San Severino Marche MC, dove suoneremo presso La Birreria Del Borgo. Ma innanzitutto occorre una bella magnata. Ci fermiamo, giusto perché ci piaceva il nome, a Mentana, un paese noto ai più per la sua storia garibaldina, noto a noi perché non c'è un cazzo. A parte un ristorante gestito da un originario dell'Isola Réunion a cui piace giocare con le falci nonché cucinare sostanziose amatriciane al barolo e deliziose mousse di merda. Il vino lo diamo per sottinteso. Spezziamo la monotonia del pomeriggio in viaggio fermandoci poi in un altro allegro paesello per una salugubre boccata di morte e putrefazione: visita aziendale al museo delle mummie di Ferentillo. Giusto per vedere qualcuno che sta peggio. Sport preferito per tutto il giorno sarà prendere in giro il navigatore: gli diciamo che dobbiamo andare a Termoli e godiamo nel vederlo disperarsi ad ogni curva in cui ignoriamo i suoi consigli. Poverino, non se ne capacita, ci piazza frecce enormi che continuiamo a non seguire, ci implora: "tornate indietro quando potete", ma niente. San Severino, arriviamo e ci piazziamo, seppur a fatica: dobbiamo montare da soli il nostro set. Pensa te, circoli ARCI e centri sociali occupati hanno impianti e roadies ineccepibili e qua che siamo in un locale commerciale tocca far tutto da soli. Ma poco male, ci consoliamo con un giretto del paese, andando a bere in un altro paio di posti. Siamo così stanchi che quasi ci fermiamo a vedere "Shrek 2" in uno di questi! Ma distogliamo lo sguardo e torniamo al pub dove dobbiamo suonare. Tutto a posto, l'unico problema è che il tetto è davvero basso e il mio copricapo non c'entra. Mi tocca estrarre dalla valigia il mio copricapo alternativo (vedi foto) il cui utilizzo avevo previsto per situazioni simili. Un saluto al Vescovo Teodoro, al tankzommander Ticà, all'apprendista Tarkanov e via, si parte! Pubblico statico ma attento, a parte quel dito ar culo che grida "pellicciò" (o in alternativa suona la tromba) tutto il tempo. Essendo collocati vicini al cesso ci divertiamo ad aggredire le belle che vanno a pisciare e a chiedere da bere con particolare irruenza utilizzando anche stasera la base di "50.000", col tipo del bar che disperato chiedeva almeno di precisare cosa volessimo... Finiamo in trionfo e finalmente, stavolta non completamente ubriachi, stanotte dormiamo a casa nostra.


Ultima giornata de Li Mortacci Tour, quasi ci dispiace, ma non è vero. Oggi domenica 4 novembre dobbiamo suonare al Centro Studi Libertari Luigi Fabbri, cioè il Circolo Anarchico per farla breve, a Jesi AN. Dobbiamo suonare a merenda come da tradizione, perché la gente del centro storico scassa il cazzo e quindi o si suona a quell'ora lì o non si suona. Arriviamo sul posto in perfetto orario, abbiamo tutto il tempo per bere qualcosa in giro e perderci nonostante il discreto anticipo. Tosi è in forma smagliata, "Masoschiavo" invece è proprio cotto, ma non c'è problema. Avevamo già stabilito che stasera uno dei due tankzommander sarebbe stato il prode Jacopone da Tosi e che, secondo l'epica del "ne rimarrà soltanto uno", solo il più in forma tra Tosi e "Masoschiavo" avrebbe ballato anche stasera. Ergo "Masoschiavo" in bancarella. Gran parte del Culto della Tosse Grassa ci viene a trovare in questa data: sono presenti infatti il Reverendo Nadia Desdemona, il Reverendo Red Ronny, il Reverendo Tequila e il tanzkommander in libera uscita Piccolo Stè. Insieme a noi in questo pomeriggio suoneranno anche i Gerda, eroi locali hardcore... Naturalmente insistiamo nel far suonar loro come headliner. Ovviamente semplicemente perché poi avevamo fretta di andare a mangiare! In realtà c'è stato tutto il tempo di far tutto. Dopo uno show relativamente breve per non rubare troppo tempo all'altra band ci rilassiamo un poco bevendo ancora vino, chiacchierando con gli adepti e pomiciando con le tossine, dopodiché finito anche lo show dei Gerda andiamo in un altro posto dove proprio in quel momento iniziavano a suonare gli OvO che, tanto carini, erano pure venuti a vedere il nostro show. Sì, però tirate via a finire che dobbiamo andà a magnà. Già, perché in un ristorante etnico del centro specializzato in cucina piccante ci aspettavano per la cena aziendale di fine tour. Ed è subito delirio. Vino a volontà, Tosi che sbraita in gran forma pronto al delirio finale prima di stramazzare nel letto di casa al ritorno, "Masochiavo" un po' meno in forma ma che magnando quasi si ripiglia e io che mangio qualcosa di più grosso di me e grondo sudore a litri in estasi da peperoncino. Uno dei momenti più faticosi del tour. Forse la cosa più difficile sarà smaltire tutte ste magnate, ma l'importante è che siamo tutti sopravvissuti anche se con qualche difficoltà. E non era mica detto. Anzi.









1 commento:

  1. Grande! Orgogliosi di aver partecipato all'evento.

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